"La Consulta: gli effetti che non ti aspetti"
 
da "Ritrovarci": anno XXIX - numero 1 - marzo 2006

di Chiara Salvatore

La consulta nasce da un'idea del Delegato alle Politiche Giovanili del nostro Comune con uno scopo solo consultivo e limitato alle questioni che possono interessare i giovani tra i 14 e i 30 anni.
E' un organo democratico, eletto attraverso vere e proprie elezioni e composto da nove membri.
Fin qui potrebbe sembrare solo una palestra di politica, a volte un po' burocratica, una versione light del Consiglio Comunale: sicuramente si presenta in buona parte diretta in questo senso ma per me, e per altri come me, è soprattutto un'esperienza di gruppo.
Un gruppo nato, in Oratorio, quasi per caso che inizia con la sfida di poter dire la propria nella consulta, portando avanti idee e valori basati sulla persona e sull'educazione alla legalità.
Dopo l'ottimo risultato ottenuto alle elezioni abbiamo iniziato a trovarci regolarmente per rendere concreto il nostro impegno in questo progetto. Il compito ci sembrava semplice, ma è bastata una seduta per capire che in realtà dare seguito alle premesse sarebbe stato impegnativo. È in questo momento che il gruppo nato per sostenere questa iniziativa è diventato veramente importante: le idee che si discutono al suo interno, si arricchiscono e vengono proposte in consulta più complete.
Un gruppo che presto scopre il suo valore indipendentemente dall'argomento consulta; un gruppo che sa interrogarsi, che sa riflettere, ma anche scherzare e condividere momenti di svago, trovando nell'Oratorio l'ambiente giusto e nei propri genitori i necessari riferimenti. Un gruppo che scopre giorno dopo giorno che l'esito più bello di questo impegno è…il gruppo stesso. Amicizie fatte di valori comuni, di accoglienza reciproca, di condivisione di momenti forti, ma anche più semplici, come può essere una cena in compagnia. La consulta, quindi, oltre ad averci avvicinato ad una sfera complicata come quella della rappresentanza e della politica, ha generato conseguenze tanto inaspettate, quanto gradite.

Chiara Salvatore


torna su