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RICEVUTA IL 13 GENNAIO 2007


Le strumentalizzazioni del caso Welby

Piergiorgio Welby è morto mercoledì 20 dicembre per mano di un anestesista di Cremona che si è recato nella sua abitazione romana, lo ha anestetizzato ed ha staccato il respiratore che lo teneva in vita.

La vicenda è stata - ed è - strumentalizzata allo scopo di introdurre l’eutanasia nell’ordinamento italiano ma, in ogni caso, di eliminare il fatto cristiano dalla vita italiana e sottomettere le persone allo Stato.

La strumentalizzazione culturale consiste, tuttora, nel diffondere con la violenza delle parole e dei sofismi, dei digiuni e di stravaganze varie, una visione del mondo, sempre contraddittoria (Welby deve morire, Saddam non deve morire, in Cina i condannati a morte muoiano pure, a Cuba devono morire, in Indonesia i cristiani devono morire ma Pannella non digiuna ecc.) rigorosamente materialista, senza speranza, negatrice di ogni trascendenza; una filosofia della materia, del vuoto e della morte. Atei, anticristiani, radicali, marxisti trasmettono una visione del mondo senza speranza e, con essa, una filosofia dell’orgoglio esistenziale e del vuoto interiore, forse anche come esito di esperienze personali negative.

La strumentalizzazione ideologica consiste nel sistemare questi orientamenti in un quadro di criteri pratici dentro i quali costringere la realtà anche in modo contraddittorio. Il caso di Welby è stato utilizzato non per aiutare il malato ma per utilizzarlo, sia esasperando la libertà individuale di rifiutare le cure sia chiedendo paradossalmente allo Stato – riconosciuto, così, padrone dell’uomo – di istituire una procedura legale ed un Tribunale per “terminare” legalmente la vita del malato.

La strumentalizzazione politica, che è sotto gli occhi di tutti, consiste nell’utilizzare la storia di Welby, per farne un caso generale al fine di introdurre, sotto la spinta e la regia di giornali e televisioni conformisti ed organici con le sinistre (radicali, antagoniste o riformiste sono tutte d’accordo), l’eutanasia e il testamento biologico, in altre parole, il suicidio-omicidio organizzato e compiuto legalmente (non legittimamente) dai medici in nome dello Stato-padrone. Così è avvenuto con l’aborto “libero, assistito e gratuito” il quale, secondo le menzogne messe in giro con grande abilità comunicativa dai radicali, doveva riguardare casi estremi mentre invece è diventato un’abitudine perfino tra le ragazzine dopo averlo definito addirittura come atto di “tutela della maternità”.

L’anestesista intervenuto avrebbe dichiarato che la procedura da lui adottata si ripete spesso a Cremona, dove egli abitualmente lavora: sarebbe molto utile per la salute pubblica che su quanto così affermato se ne potesse sapere di più: si chiede forse troppo?

Ci aspettiamo che la Magistratura agisca e chiarisca posizioni e responsabilità, come ci aspettiamo che, anche secondo l’auspicio della sen. Binetti, il Ministro Bonino si dimetta dal Governo o che il Presidente Prodi, confermando il Ministro, dichiari, di fatto, di essere d’accordo sulle proposte e sui metodi dei radicali.


Prof. Fabio Penotti
13 gennaio 2007

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